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su di noi

Siamo due studenti ravennati. Frequentiamo lo stesso corso al liceo classico Dante Alighieri con modesti risultati. Almeno io, Filippo Camagni, quello che sta scrivendo adesso. Non mi importano i voti, non mi importa soprattutto quello che la gente, la massa, i cervelli pensano di me e della mia arte. Preferisco tinteggiare la vita scegliendo i miei colori preferiti, decidendone le sfumature, scolpendone le forme. E penso proprio che tutto questo valga anche per il mio socio di blog, Elia, il ragazzo più buono del mondo.

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Mattina grigialunedì 14 settembre 2009

Ho sprecato quella che sembra essere la prima mattina d'autunno imbottigliato nel traffico. Sono nervoso, perché a me piace assistere con calma ai cambiamenti di stagione: accogliere le prime gocce di pioggia ed osservare il cielo grigio stando sdraiato nel mio letto, nel silenzio della casa vuota. Che bello rigirarsi tra le coperte calde. Quei timidi, leggeri brividi che percorrono la carne scoperta dal tessuto!

Invece sono dovuto correre in centro a Ravenna… per quelle solite, noiose commissioni che non si ha mai voglia di sbrigare. Il traffico congestionato mi ha rovinato la giornata. In più deduco che la situazione farà fatica a raddrizzarsi, dato che il buongiorno si vede dal mattino ed il processo dello scazzo è molto, molto lento.

Ho fatto anche un salto alla Feltrinelli. Sono andato a rovistare nel magazzino della libreria – con il consenso del gestore! – tra i vecchi poster che hanno accantonato fra i rimasugli editoriali e le scartoffie destinate al macero. Tutta roba che non venderebbero più, insomma. E ce n'erano di veramente carini. Molti erano piuttosto scontati: le ninfee di Monet, il Che con lo sfondo rosso, la ragazza-fumetto di Roy Liechtenstein che ormai si vede dappertutto: "The melody haunts my reverie", eccetera. Ho comunque comprato una serigrafia di Ernesto Guevara in orizzontale, da incorniciare ed appendere al mio appartamento di Urbino, ed anche un quadro abbastanza famoso di Klimt, di cui non ricordo il nome. E in regalo mi hanno dato un bel calendario con i quadri più famosi di Monet.

Buona giornata!

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Su nuove rottemercoledì 9 settembre 2009

Torno a scrivere qualcosa su questo blog. Lo faccio per avvertire i nostri lettori (se mai ce ne fossero rimasti, dopo questi lunghi mesi d'assenza) che non sono morto, che gli alieni non mi hanno rapito e che non ho ancora smesso di scrivere. Scrivere sempre peggio, scrivere cose poco interessanti, dato che la mia vena artistica si è prosciugata già da qualche tempo.

Non importa. Dicevo: torno a scrivere qualcosa su questo blog. E lo faccio proprio stasera, in questa fresca notte d'inizio settembre. Finalmente il caldo sembra essersi ritirato in qualche angolo pianeta, e l'afa non tormenta più le mie nottate. Sì, me la sto passando davvero bene in quest'ultimo periodo: settembre mi sta deliziando con ottima frutta di stagione, ed il vino che teniamo in cantina profuma sempre più di fragola. La temperatura mi piace, le zanzare stanno scomparendo e non ho impegni particolari. Insomma, sono molto rilassato.

Stavo rileggendo i post passati, tutto ciò che ho scritto negli ultimi mesi. I miei pensieri d'adolescente, le mie stronzate e tutta quella roba lì. Cliccavo qua e là per farmi venire sonno, dato che non avevo programmi particolari per la serata. Così, tra una pagina e l'altra, mi è caduto l'occhio su qualche post dell'anno scorso: in questi giorni la scuola stava per cominciare. Iniziava l'ultimo anno di liceo, l'esame era sempre più vicino, i compleanni cominciavano a pesare sempre di più. L'ansia, l'ansia, l'ansia che caratterizza ogni inizio, che svanisce sul più bello, cioè quando i conti cominciano a quadrare, e ricompare al momento meno opportuno. L'ansia che provo, in maniera però assai diversa, anche in quest'ultimo periodo.

Ero sempre io, qualche mese fa. Io con qualche mese in meno sulle spalle. Un ragazzo che fantasticava sul suo futuro – è cosa legittima – ed a cui piaceva immaginarsi come nei suoi sogni migliori. Sì, come nei sogni migliori. E così, signori e signore, sono felice di annunciarvi che (per il momento) ce l'ho fatta: sono come mi sarebbe piaciuto essere qualche mese fa.

Esempio? Ho il mio appartamento in una bella città: Urbino. No, non è più Roma, non è più Padova, e nemmeno Perugia. Urbino è la città che fa per me. È fatta su misura d'uomo, anzi, di studente; tante persone nuove da conoscere; tranquillità, arte e quel pizzico di mondanità che non guasta mai.
La mia nuova casa è luminosa, spaziosa, accogliente. Vivrò da solo per i primi mesi, o forse per l'intero semestre, finché non troverò qualche personcina interessante (e possibilmente affidabile) con cui condividere il mio alloggio.
Non è tutto: fra poco comincerò a frequentare le lezioni all'università. Facoltà di lingue e letterature straniere, inglese e russo. Ripeto: sarò da solo, finalmente, in un nuovo mondo. Una nuova avventura, insomma, l'ennesima che mi si para davanti a gambe aperte e braccia incrociate.

Elia, dove sei finito? Cosa mi racconti di quest'ultimo periodo?

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